Il valore del “fatto a mano”

Nell’ultimo periodo ho partecipato a diversi mercatini dell’artigianato, ho esposto le mie creazioni, ho venduto, ho racconto complimenti e critiche, consigli e pareri.

Ogni volto che una persona si è avvicinata al mio tavola, ha chiesto informazioni, ha guardato e provato i miei bijoux, il messaggio che ho cercato il più possibile di trasmettere era che ogni pezzo era fatto a mano e quindi unico.

Ho cercato di raccontare il progetto che stava dietro al singolo oggetto, il lavoro di ricerca fatto sui materiali, l’idea che avevo cercato di sviluppare.

Ho trovato molta gente disposta ad ascoltare, a capire perché un oggetto aveva un prezzo più alto di un altro, ad apprezzare il fatto che fossero pezzi unici.

Ho trovato anche altre persone che non vedevano oltre il prezzo, mi sono sentita dire che dai cinesi un paio di orecchini li pagavano 3 euro e che i miei erano cari.

All’inizio ci sono rimasta parecchio male, pensavo di essere io a non riuscire a trasmettere il valore delle mie creazioni, a non riuscire a raccontare tutto quello che c’era dietro al singolo paio di orecchini, al singolo bracciale, alla singola collana.

Poi, grazie anche al parere di diverse persone, compresi altri espositori che capivano bene di cosa stavo parlando, ho compreso che spesso il valore del “fatto a mano” è difficile da quantificare e da spiegare a chi magari si affaccia per le prime volte a questo mondo.

Ora sono la prima a riconoscere il valore del mio lavoro e così facendo riesco anche più facilmente a farlo capire agli altri.

Un’oggetto fatto a mano, creato appositamente per una persona, oltre al valore dei materiali di cui è composto porta con sé anche un pezzo dell’artigiano che lo ha creato e per questo, quando posso, io sono la prima che compra il “fatto a mano”!

 

Nico

sfogo

Continuo a latitare dal mio blog, lo so…
Cosa ci posso fare?
Nell’ultimo periodo sembra che la vita ce l’abbia un po’ con me. Forse è vero che per tutto quello che si ha, per tutta la felicità che uno ha vissuto prima o poi si deve pagare. Il mio conto però mi sembra un po’ troppo caro e per di più mi è stato richiesto di saldarlo in contanti e senza dilazioni…
Nel giro di 6 mesi ho perso due persone a me molto care e ad oggi credo di non avere ancora metabolizzato il lutto. Prima di ottobre vedevo la morte come un concetto astratto, lontano anni luce dame, dalla mia vita, dalla mia famiglia. Ora mi rendo conto che invece è qualcosa di estremamente concreto, che può colpire chiunque e soprattutto che quando succede per noi non è mai giusto.

Perdonate il mio piccolo sfogo, che non c’entra nulla con il solito contenuto del mio blog, ma avevo bisogno di esprimere questi concetti, Mettere nero su bianco quello che mi è successo lo rende più reale, forse così riuscirò a rendermi conto è veramente successo a me.

Nicoletta